I Vini del Priorato

Il Priorato è una delle regioni vinicole più famose e prestigiose della Spagna, si trova in Catalogna a 40 Km dalla costa e più precisamente nell’entroterra di Tarragona.

Per entrare nella dimensione più sensoriale ed emozionante dei vini del Priorato non c’è niente di meglio che percorrere le strade che Io attraversano: io ho avuto la fortuna di fare il tour in moto e Vi posso assicurare che è stata un’esperienza unica. Ho attraversato paesaggi incontaminati, ricchi di storia, vigneti a perdita d’occhio e oliveti che si alternano a paesaggi brulli e spogli e soprattutto km e km senza vedere anima viva. Ma i profumi di queste terre e dei vigneti, in alcuni momenti appena percettibili, mi sono rimasti nel cuore indelebilmente, e li ho ritrovati nei vini che ho assaggiato.

Il Priorato non è una terra facile, il clima è aspro e il terreno è composto principalmente dalla disgregazione delle rocce di ardesia (il nome in catalano è “Llicorella”), ed è quindi molto povero di composti organici, non mantiene l’umidità ma riesce per contro a mantenere il calore del sole e a conferire ai vini una grande mineralità.

Il nostro tour è partito da Falset, la capitale della “comarca” del Priorato, dove si trova il “Castell del Vi” (Museo del Vino), ospitato all’interno della magnifica Fortezza de “Los Condes de Prades de Falset”; situato in posizione strategica su una collina, offre un percorso multisensoriale entusiasmante che insegna a riconoscere le sfumature dei colori e dei profumi dei vini di queste terre.

La seconda tappa è Gratallops, un piccolissimo paesino di circa duecento anime dove abbiamo visitato Cellier Cecilio, una storica azienda a conduzione familiare, la prima ad essere stata classificata dal “Consejo Regulador de la Denominación de Origen Cualificada Priorat”. L’accoglienza è calda e cordiale, i vini sono interessanti e hanno un ottimo rapporto qualità / prezzo.

Udol: 100% garnatxa blanca : aromi floreali, erbe di montagna e un finale quasi di anice.

Cecilio Negre 60% garnatxa, 20% cariñyena e 20% syrah: un fondo erbacea su aromi di frutta confettata , un vino potente e intenso con tannini carezzevoli.

Espil 65% garnatxa, 35% cariñyena: un vino che viene elevato in botti di rovere francese per 12 mesi . (quello che mi è piaciuto un pò di meno soprattutto perchè l’alcol prevale su tutto il resto).

La “Comarca” (distretto) del Priorato accoglie due “Denominación de Origen Cualificada”: la Doq Priorat e la Do Montsant. La Doq Priorat, la più vecchia, è stata creata nel 1954 e raggruppa le terre che hanno fatto parte del Domain del Prieur de la Chartreuse di Escala Dei.

Escala Dei è stata la seconda tappa del tour.

Attraverso paesaggi incredibili e con sempre davanti agli occhi la Serra del Montsant, ecco apparire il paesino di Escala Dei dove sembra che il tempo si sia fermato, sembra di essere dentro ad una scenografia di un film sui Templari.

Qui visitiamo la “Conreria D’Scala Dei “, una piccola, ma bellissima Cantina fondata nel 1997 da tre amici.

I vini che degustiamo dopo aver visitato la cantina e ammirati i vigneti, sono:

Les Brugueres Blanc: garnatxa bianca un vino fresco e fruttato con note evidenti di albicocca e frutti tropicali, un vino intenso e persistente.

Nona: merlot, garnatxa e syrah. Ha un bel bouquet di erbe di montagna, con sentori di tostato e affumicato.

Iugiter: garnatxa nera e samsò, la massima espressione del terroir del Priorato, un vino intenso e complesso con retrogusto di liquirizia e erbe mediterranee. Molto fine e molto minerale, viene prima affinato in barriques di rovere francese per alcuni mesi per poi concludere con una affinamento in bottiglia per altri 48 mesi. Un vino strepitoso che è stato decantato prima del servizio.

In ultimo il “Iugiter Selezione” che proviene dalle vigne più vecchie dell’Azienda, garnatxa nera e cariñena e una piccola parte di cabernet sauvignon. Un vino strutturato, polposo, intenso e complesso con profumi di vaniglia, sandalo, legno e cacao, viene affinato in barriques di rovere francese dai 16 ai 18 mesi e successivamente viene affinato in bottiglia. (Considerata l’alta gradazione alcolica ci è stato servito leggermente fresco). Un vino anche questo strepitoso, che non si dimentica facilmente!

Per il pranzo decidiamo di fermarci in un piccolo locale molto accogliente, dove i proprietari ci propongono il loro menu di degustazione. Iniziamo la “battaglia” con dei crostoni con acciughe e peperoni deliziosi, accompagnati dal vino, una garnatxa straordinaria, che viene servita fredda e in uno strano “decanter/alambicco” tipico della zona. L’atmosfera che si respira in questo posto è incredibile, sembra di essere a casa: l’aria tranquilla delle persone, il lento scandire del tempo e le portate che si susseguono con preparazioni caserecce, qui sembra che il tempo si sia fermato.

Superfluo dire che abbiamo mangiato e bevuto benissimo !

Al momento di alzarsi però, arrivano nelle gambe tutti i 15 gradi del vino ma il nostro ospite non ci lascia andare via, ci accompagna a fare un giro nella sua cantina e nei suoi bellissimi vigneti .

La giornata termina con la visita a una cantina giovane e dinamica: “Terroir Al Limit”, un’azienda biodinamica che si trova a Torroja del Priorat, un piccolissimo Comune con un centinaio di abitanti.

A condurre l’Azienda Dominik Huber che scoprì la passione per il cibo e il vino a 18 anni, udite udite, quando si fermò a pranzo in una vecchia trattoria Ligure! L’incontro poi, con l’enologo sudafricano Eben Sadie fu decisivo infatti, i due crearono nel 2003 l’azienda “Terroir al Limit”.

I vini di questa Azienda sono caratterizzati da una grande struttura , da un olfatto molto fine e complesso e sono molto persistenti, i tannini sono ben equilibrati e avvolgenti. Mi sono piaciuti tantissimo, sono l’espressione pura del Priorat. Non era la prima volta che li assaggiavo, infatti avevo già conosciuto Dominik ad una Fiera a Verona e già allora ne rimasi conquistata. (Tra l’altro l’Azienda produce anche un ottimo olio d’oliva).

Le cantine da visitare in questa parte della Spagna sono tantissime, a volte arroccate in cima a un monte e a volte le trovi sulla strada. Tutte hanno un fascino incredibile e vigneti difficili da raggiungere e dubito che qui si possano trovare vini mediocri.

Ho bevuto benissimo ma ancor più ho ricevuto un’accoglienza calda e sincera da tutti i produttori che ho avuto la fortuna di conoscere e, porterò sempre nel cuore un pezzo di questa terra straordinariamente bella!

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