Quando arrivo in Valle d’Aosta ho subito la sensazione di trovarmi in un posto speciale, tutto merito forse dell’aria pulita e del profumo della legna che arde nei camini.
E’ una piccola regione piccola, ma che regala infinite emozioni: i grandi Parchi Nazionali, i villaggi Walser, le antiche miniere a Brusson e Saint Marcel (oggi visitabili in tutta sicurezza), i Castelli e i Forti e poi il maestoso skyway del Monte Bianco con le vette imbiancate.
E per riposare le stanche membra confortevoli agriturismi e piccoli hotel familiari dove dimenticare completamente lo stress, ma anche grandi residence con spa e centri benessere dove trovare ogni tipo di intrattenimento.

A Saint Pierre ad esempio, l’hotel “lo Fleyé” – che fa parte di un complesso turistico con un bell’agriturismo e l’azienda Vinicola ” La Source” – è un luogo magico situato in una posizione strategica vicino ma non troppo, alla città di Aosta dove la squisita ospitalità è accompagnata dall’ottimo cibo da gustare insieme ai vini prodotti dall’Azienda :
Chardonnay e Syrah gli internazionali, Cornalin, Gamay, Premetta, Torrette e Torrette Superiore gli autoctoni, e poi: il “Vin du Paradis” (nomen omen) un vino dolce aromatico da fine pasto, l’amaro di Aosta e le Grappe.
A Nus invece, immerso nel verde e circondato dai vigneti di proprieta’ dell’Azienda, si trova l’agriturismo Les Granges dove ospitalità e ottimi vini non mancano di certo.
I vini dell’Azienda sono fortemente legati al territorio: il Nus, il Pinot Nero e il Cornalin e un chicca: la “Nus Malvoisie Fletry” un nettare degli dei, un vino dai profumi di frutta candita, miele e vaniglia.


A destra i vigneti dell’Azienda La Source
Come nella mia Liguria anche in Valle d’Aosta, si parla di “viticultura eroica” ed è sufficiente entrare in valle per comprendere quanto sia difficile lavorare la vigna con appezzamenti di terreno frammentati, di dimensioni ridotte e difficili da raggiungere.
I vitigni autoctoni a bacca rossa della valle sono:
Nebbiolo, Bonda, Cornalin, Crovassa , Diolinoir, Freisa, Fumin, Gamaret, Gamay, Granoir, Mayolet, Merlot, Ner d’Ala, Neyret de Saint Vincent , Petit Rouge ( il vitigno più coltivato in Valle), Roussin e Roussin de Morgex , Vien de Nus e il Vuillermin;
Il Pinot Noir e il Syrah in questa zona esprimono eleganti caratteri varietali pur mantenendo la tipica impronta da alta quota.
Una curiosità: il nebbiolo in Bassa Valle viene chiamato Picotendro.
Il Torrette è il vino valdostano prodotto in maggior quantità. Nella versione “superiore” si differenzia per un affinamento prolungato di otto mesi rispetto ai cinque della versione base, per una maggior presenza zuccherina delle uve e per la loro provenienza da vitigni meglio esposti e con limitate rese per ettaro.
I vitigni a bacca bianca sono: Chardonnay, Erbaluce, Incrocio Manzoni, Marsanne, Moscato bianco, Muller Thurgau, Petit Verdot, Petite Arvine, Pinot Bianco, Priè Blanc, Roussanne, Sauvignon, Traminer aromatico, Viognier.
I vitigni a bacca grigia: Pinot gris, Premetta.
Le Aziende Vinicole in Valle:
Ad Aymaville: La Cave des Onze Communes, Les Cretes, Gerbelle Didier, Manuel Teppex e l’Atouèyo ; a Jovençan: Le Clocher, Clos Blanc, Constatin Praz e Edoardo Braga; a Gressan: Cave Gargantua e Diego Curtaz; a Sarre: Feudo di San Maurizio; a Verrayes : La Vrille; a Introd: Lo Triolet ; ad Arnad: la Kiuva e Dino Bonin; ad Aosta: Maison Agricole D&D, Elio Ottin, la Crotta de Tanteun e Marietta; Maison Agricole Vagneur a Saint Nicolas; ad Arvier: Coenfer e Danilo Thomain; a St Christophe la Società Agricola Noussan; a Morgex: la Cave du Vin Blanc de Morgex et de la Salle, Crotta de La Meurdzie di Marziano Vevey, Ermes Pavese, Carlo Celegato, Piero Brunet e Maison Vevey Albert ; la Crotta dei Vignerons a Chambave ; a Quart: Rosset Terroir, Pierre Philippe Quinson e Grosjean Fréres; Lo Saint Julien a Fénis; a Charvensod: Anselmet, Stefano David; a Villeneuve Bianquin; La Caves Cooperatives di Donnas e Pianta Grossa a Donnas; a Saint Pierre: Di Francesco-Gasperi , Château Feuillet, Di Barrò, Brégy e Gillioz, Le Grain; André Pellissier e La Source; Les Granges a Nus; Gabriella Minuzzo a Challand-Saint-Victor, Priod a Issogne; e per finire l’Institut Agricole Regional di Aosta. Spero di averli citati tutti !

La Valle d’Aosta non produce solo ottimi vini ma ci regala anche ottime specialità gastronomiche:
la Fontina Dop, la Toma di Gressoney, il Fromadzo Dop, il Reblec (formaggio fresco) , la Brossa (un prodotto caseario, che deriva dal siero residuo della lavorazione dei formaggi ottenuti da latte di vacca di razza Valdostana, di pecora o di capra), e ancora il Beuro (burro) prodotto negli Alpeggi e nei caseifici che si trovano su tutto il territorio Regionale.
Nella foto che segue, un suggestivo colpo d’occhio del magazzino di stagionatura della Cooperativa produttori di Fontina in Valpelline, realizzato all’interno delle antiche gallerie di Frissonière (dove si conservano fino a 60.000 forme), un ambiente ideale per la stagionatura che dura circa 80/90 gg.

I grandi prodotti di salumeria: il Jambon de Bosses Dop (prosciutto di Alta Quota), la Motzetta (moccetta), il Jambon à la braise di Sant-Oyen (prosciutto cotto leggermente affumicato), il Prosciutto di Saint-Marcel e il Boudeun (lardo, patate, barbabietole, sangue suino o bovino e spezie), tutti salumi che vengono prodotti seguendo antiche ricette.
Ma è il lardo di Arnad, citato in apertura di articolo, che occupa un posto importante nella tradizione Valdostana .
E’ ricavato dalla spalla e dal dorso dei suini e subisce una lunga fase di preparazione:
si parte dal processo di salatura durante il quale vengono utilizzati oltre alla salamoia: aglio, lauro, salvia, rosmarino e spezie in grani , chiodi di garofano , noce moscata e ginepro; dopodiché i pezzi di lardo vengono posizionati a strati in vasche di legno di castagno chiamate “doils”, dove riposano per almeno tre mesi.
Il lardo di Arnad è gustoso e aromatico ma abbastanza untuoso, per questo il mio abbinamento preferito è con lo spumante metodo classico rosé “4478 Quatremillemétres”, uno spumante prodotto dal Consorzio nato fra tre cantine storiche della Valle: Cave du Vin Blanc de Morgex et de La Salle, Crotta dei Vigneron e Co-Enfer.
E’ uno spumante metodo classico da uve pinot nero 100%, è intenso all’olfatto, fragrante e fruttato e dotato di una estrema eleganza, di una ottima persistenza oltre che di una spiccata mineralità.

Nella produzione della Cave du Mont Blanc de Morgex et de la Salle troviamo anche la particolarissima “Cuvée des Guides”, uno spumante metodo classico a base di Prié Blanc, che ha una particolare lavorazione infatti viene portato ai 2.173 metri della stazione intermedia dello skyway del Monte Bianco per la fase di “tiraggio” e lasciato lì fino al suo “dégorgement”.
Le speciali condizioni ambientali caratterizzate da basse pressioni e basse temperature, conferiscono al vino un perlage particolarmente fine e persistente e lo rendono un prodotto assolutamente unico fresco e ottimo come aperitivo.
La gamma dei vini della Cave è molto ricca e va dai vini bianchi fermi a base Prié Blanc agli spumanti, dai più semplici ai più complessi come la Cuvée Gerbollier o la Cuvée du Prince che fa 48 mesi di affinamento.

E per accompagnare salumi e formaggi ecco: lo “Pan Ner” che da più di 25 anni rappresenta il biologico sul territorio valdostano; il Flants e il Pane di segale; il Mécoulin, pane tipico di Cogne; la Micòoula a Hone, a base di farina integrale e castagne con uvetta e burro (oggi divenuta un dolce tipico Natalizio) e ancora la Piata a Issogne .
Tutti questi prodotti li potete sicuramente assaggiare nei tanti ristoranti presenti in valle, tra menu raffinati e l’ottima cucina di montagna dove i piatti del passato e l’innovazione del presente si fondono in modo perfetto.
I piatti tipici sono: la Carbonada a base di carne di manzo aromatizzata con contorno di polenta; la Seupetta di Cogne a base di riso cotto nel brodo, fontina e pane fritto; la Seupa alla Valpellinentze una straordinaria zuppa con cavolo verza e cipolle; le Chnéfflene bottoncini di pastella cotti in acqua bollente e conditi con fonduta, panna e speck; la Soça zuppa di fagioli con cipolla, patate, lardo affumicato e saouceusses (salsicce) rosolate; la Puarò delicata zuppa di porri; la Polenta concia; la Fondue fonduta con la Fontina Dop.
La Valdigne che è la valle tra La Salle e Courmayeur è probabilmente la principale area turistica della Valle d’Aosta questo è il regno della Tartiflette (ricetta della Savoia), preparata con formaggio Reblochon, patate, cipolle e pancetta.
E per finire in bellezza … la crema di Cogne al cioccolato con le Tegole.
Un bicchierino di Genepy o di Sapin (i liquori tipici ) per terminare un pranzo o una cena.

E per concludere un occhio ai microbirrifici: la Bière des Salasses; la Bière du Grand San Bernard a Gignod (AO); il birrificio di Aosta e il birrificio B63 sempre ad Aosta.
E allora siete pronti? Le ragioni per organizzare un bel viaggio in valle non mancano di certo !