I piatti di … Mario Rigoni Stern

Con questo articolo, partecipo al progetto per raccontare i 100 anni di Mario Rigoni Stern all’interno del Festival Cammini Veneti  con l’Associazione Italiana Food Blogger di cui faccio parte. 

“Mario Rigoni Stern nasce ad Asiago nel 1921 in un ambiente montano immerso nella natura, tra boschi incantati e prati verdi, ambiente che lo influenzerà per tutta la vita. A diciassette anni , adolescente vivace e irrequieto, si arruola nell’esercito e passa i suoi primi anni tra le montagne della Valle d’Aosta e del Piemonte fino a che, dopo aver partecipato alla sanguinosa guerra di Grecia, partirà per la Russia verso quella che sarà una battaglia devastante; il freddo, la fame, il dolore e l’orrore di una guerra assurda che cambierà tutte le sue convinzioni di adolescente e che lo porterà al rifiuto di aderire alla repubblica sociale di Mussolini; una decisione, che gli costerà venti mesi di prigionia in un lager vicino alla Lituania.

Farà ritorno a casa dopo cinque lunghi anni, provato e devastato, ma saranno proprio i suoi amati boschi e il suo amore per quella natura incontaminata a farlo ritornare piano piano alla vita: la moglie, tre figli, il suo lavoro al catasto, i libri e il suo amatissimo orto”.

Narratore delicato e sensibile , le sue opere sono perlopiù biografie, in cui il rispetto e l’amore per la natura sono sempre in primo piano.

Il cibo nei suoi racconti come elemento di vicinanza, di convivialità, di contatto; struggente il racconto di quanto entra in una Isba nella steppa:

semplicemente bussando alla porta fui accolto da uomo non da soldato, in quell’isba si era creata tra me e i soldati russi, e le donne e i bambini un’armonia che non era un armistizio

il cibo come simbolo di quell’umanità che fa cadere ogni barriera, non più nemici ma persone, esseri umani disperati che condividono un pezzo di pane, una zuppa, un pò di miele…

Mario Rigoni Stern era un grande e appassionato sostenitore dell’educazione alimentare attraverso la conoscenza della storia, del territorio e dell’ambiente; esortava i giovani a “rallentare” a riavvicinarsi alla natura, a tornare ad apprezzare un’alba o un tramonto, ad ascoltare in silenzio quello che solo la natura sa regalare, cose semplici che in questa vita frenetica troppo spesso dimentichiamo.

Semplice è anche la mia ricetta: “Polenta con crema di broccoli e caprino”, la polenta che porta il calore della famiglia e dell’amicizia, la crema di broccoli con il suo colore per ricordare i bellissimi prati dell’altopiano di Asiago e il Caprino in onore alla tradizione casearia del Veneto.

Ingredienti

  • 500 g di polenta fioretto (ma potete anche usare la taragna nella foto)
  • 300 g di broccoli
  • 1 cucchiaio di formaggio parmigiano grattugiato
  • 100 g di formaggio caprino
  • 1 scalogno
  • burro
  • olio EVO

Per la polenta: fate cuocere la polenta normalmente in acqua salata, mettetela in un contenitore e lasciatela raffreddare. Preparate nel frattempo la crema. Una volta raffreddata la polenta, con un coppapasta formate le porzioni e sistematele sulla teglia da forno, condite con una parte del formaggio caprino e passate in forno per qualche minuto.

Per la crema: lavate i broccoli, riempite di acqua una pentola e portatela a bollore, salatela e mettete i broccoli e cuocete per circa 20 minuti. Quando i broccoli sono cotti, fateli passare velocemente in padella con un trito di scalogno, versateli nel frullatore, unite l’olio extravergine d’oliva, una spruzzata di pepe, un cucchiaio di acqua di cottura dei broccoli, un cucchiaio di formaggio parmigiano grattugiato e il formaggio caprino restante mixate fino ad ottenere una crema bella densa.

Appena tirata fuori la polenta dal forno impiattate, cospargete con la salsa preparata e servite! Semplice, delicato e saporito.

In abbinamento un Breganze doc rosso, merlot 100%: un vino profondo, intenso, il suo profumo ricorda i frutti del sottobosco, con note di humus e spezie selvatiche, tanto apprezzate da Rigoni Stern.

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