Incontro con il produttore : Azienda Agricola La Cappuccina

LA CAPPUCCINA -Monteforte d’Alpone

Monteforte d’Alpone è un incantevole borgo situato a una trentina di km da Verona (raggiungibile sia in macchinain circa mezz’ora e dalla stazione ferroviaria di Verona Porta Nuova in 25 minuti).

E’ un piccolo paese, che appare ai visitatori dalla strada quasi magicamente: un gruppo di case colorate adagiate in una conca verde su cui svetta un campanile- chiamato simpaticamente dai montefortiani “el campanin imbriago” – a causa della sua forma alta e stretta.

Un luogo tranquillo dove i ritmi sono lenti e lontani dal caos cittadino, dove gli abitanti sono ospitali e genuini e dove il verde di uliveti e vigneti che, in questa stagione, sono resi ancor più pittoreschi dai colori caldi del foliage autunnale, conquista al primo sguardo.

In questo splendido territorio l’agricoltura e la viticoltura trovano il loro habitat naturale.

Monteforte d’Alpone è il comune a più alta densità viticola d’Italia: la coltivazione della vite si estende su oltre 1600 dei 2000 ettari circa di territorio comunale (oltre il 95 per cento della superficie agricola è coltivata a vigneto) qui ha sede l’ Azienda Agricola la Cappuccina.

Ho incontrato Elena Tessari a Bologna al mercato dei Vignaioli indipendenti – una bella manifestazione che Vi consiglio di visitare – il confronto diretto con i produttori è un valore aggiunto – e qui ce ne sono quasi un migliaio.

Elena è la responsabile del marketing dell’azienda La Cappuccina che guida insieme ai suoi fratelli : Sisto (il suo gemello) agronomo e Pietro enologo.

Elena mi accoglie allo stand con la nipote Rachele (nuove generazioni in Azienda🤩) e mi racconta la storia della Cappuccina:

L’azienda è stata fondata circa un secolo fa dalla mia famiglia nel cuore della zona di produzione del Soave Doc, il quartier generale è Villa Buri Tessari, proprietà della famiglia dai primi del 900, una villa del 600 immersa nel verde, tra il parco secolare e i vigneti.

Annessa alla villa c’è una chiesetta del 1725, dove probabilmente officiava l’ordine dei Cappuccini e da qui il nome della cantina.

La Cappuccina, fu la prima azienda nella zona del Soave ad applicare il metodo di agricoltura biologica e da allora per tutte le fasi della produzione, dalla coltivazione della vite, fino all’imbottigliamento del vino, non si utilizzano diserbanti, concimi chimici e pesticidi, con il risultato di garantire vini più sani e naturali e un maggiore rispetto per l’ambiente.

L’imbottigliamento avviene seguendo le fasi lunari e lo stoccaggio viene fatto in barricaia basaltica naturalmente condizionata, al riparo da vibrazioni e rumori.

Azienda-agricola-la Cappuccina

Gli impianti ad alta densità, le basse rese di uva per ettaro, e gli altri metodi naturali utilizzati, garantiscono una alta qualità nei vini.

I vigneti di proprietà sono circa 42 ettari, coltivati a Garganega, Trebbiano di Soave, Sauvignon per i bianchi; Carmenere, Oseleta, Merlot, Cabernet Sauvignon e Corvina per i rossi.

I terreni vulcanici con la roccia basaltica, apportano una decisa mineralità ai vini che va a completare gli eleganti sentori fruttati e floreali e contribuisce così alla pienezza gustativa. “

Basalto-lavico-Monteforte d’Alpone

La mia degustazione per problemi di tempo, si è limitata all’assaggio dei vini bianchi:

  • Metodo Classico Villa Buri (dedicato al papà di Elena, Lorenzo Tessari) da uve Garganega vinificate e affinate in bottiglia – per un minimo di 24 mesi – nella roccia vulcanica della barricaia. Una bollicina fine ed elegante con un piacevole finale minerale. La vedo in grande sintonia con le capesante gratinate.
  • Monte Stelle Soave Doc Classico è un Cru, nasce da pergole vecchie di Garganega situate in alta collina sui basalti neri di roccia. Fresco e con una bella nota sapida ha profumi complessi e intensi di agrumi e frutta bianca ed è talmente piacevole che non smetteresti mai di berlo. Un vino elegante che vedrei bene abbinato ad un primo piatto con i frutti di mare, e perchè no, con ricette elaborate a base di carni bianche mi vien in mente il vitello tonnato…
  • San Brizio Soave Doc, una selezione delle migliori uve di Garganega. Un grande Soave che fa affinamento in carati di rovere da 500 litri. Estremamente profumato, con note di fiori di campo e sentori di mela matura e prugna, arricchito dai llievi profumi di miele d’acacia e vaniglia tipici dell’affinamento in legno. Ricco di materia avvolgente, un tanticchia balsamico, invitante e persistente al palato, un grande vino ! Me lo immagino abbinato a crostacei ma anche con le ricche minestre di legumi.
  • ARZIMO ( in dialetto arzimo è il grappolo migliore selezionato per l’appassimento dell’uva Garganega) .  E’ un passito da uve 100% Garganega con sentori di vaniglia, fichi, noci, agrumi canditi e albicocche mature, il sapore è dolce ma assolutamente non stucchevole, anzi…
    Servitelo con le crostate alla frutta o alla crema oppure alla grande abbinato a formaggi erborinati .
soave-vini-la-Cappuccina-wine-about

Bene ora non mi resta che organizzare al più presto un giro in Azienda perchè non vedo l’ora di assaggiare i vini rossi e godere della compagnia della splendida Elena e della sua famiglia…

Se avete intenzione di fare un viaggio in queste zone Vi consiglio di affittare una bicicletta (ma potete anche andare a piedi, tenendo conto che in bicicletta ci vuole circa un’ora e mezza), per percorrere la panoramica dei Colli che vi porterà ai paesi di Brognoligo e Costalunga dove rimarrete incantati dalla bellezza del paesaggio: vigneti a perdita d’occhio accompagnano fino sulla sommità del colle, in località Monti e poco più avanti alla frazione di Brognoligo e da qui, continuando la salita, si raggiunge la Grotta di Lourdes, un rifacimento realizzato nel 1947 per adempiere a un voto fatto dalla cittadinanza in tempo di guerra.
Ritornati nella piazza del paese, il percorso riprende per via Sambuco e passa per la località Valle e più avanti inizia la ripida salita.

Nel borgo di Costalunga arrivati in cima, la via si snoda tra filari di viti, cespugli di rosa canina e ulivi e l’ambiente circostante è caratterizzato da case pad

E qui, per soddisfare le papille gustative, lascio una ricettina locale che mi è piaciuta davvero tanto:

Risotto al Soave

INGREDIENTI

  • 320 g di riso vialone nano veronese igp
  • 2 scalogni
  • 100 g di formaggio Grana Padano dop grattuggiato
  • olio extravergine d’oliva Veneto dop
  • 3 bicchieri di Soave doc
  • brodo di pollo
  • 100 g di burro
  • sale e pepe
PREPARAZIONE

Fate appassire gli scalogni tritati finemente in una casseruola con un filo di olio extravergine d’oliva e con 50 g di burro.

Quando gli scalogni cominciano ad imbiondire, aggiungere un bicchiere di Soave e continuate la cottura lasciando evaporare l’alcool.

Unite il riso e proseguite la cottura aggiungendo in continuazione il brodo ben caldo e mescolando per bene.

Verso fine cottura aggiustate il sale. Aggiungete il formaggio grattugiato, pepe, un pezzetto di burro e il vino. Fate mantecare il risotto mescolando velocemente e servite accompagnato da un bicchiere di Soave della Cappuccina.

Risotto-al-Soave

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