Museo e Biblioteca della Cucina – Roma

A Roma in via dei Cerchi 87 in un sito ricco di storia, a due passi dal Circo Massimo, esistono la Biblioteca ed il Museo della Cucina (Garum), contenenti una delle più importanti e originali collezioni private di gastronomia esistenti in Italia raccolta da Rossano Boscolo.

Al piano inferiore vi sono in bella mostra strumentazioni antichissime utilizzate in Alta cucina, in pasticceria, nelle cucine di casa e nella panificazione, vecchie macchine per la pasta e pentole dal design contemporaneo.

Nella biblioteca, che occupa tutto il piano superiore, ci sono libri, manuali e ricette di cuochi che hanno fatto la storia della gastronomia nel mondo dal Careme a Escoffier e Parmentier .

E tra gli altri numerosi volumi : il Grande Dizionario di Cucina di Alexandre Dumas, i menu delle famiglie nobili e degli eventi importanti, tanta tanta roba.

Qui è conservata la prima edizione del manuale “La cucina futurista” scritto a due mani da Filippo Tommaso Marinetti e Fillia (pseudonimo del poeta Luigi Colombo), nell’anno 1931.

Una raccolta di ricette alquanto originali e stravaganti come “Il boccone squadrista” o il “Carneplastico” (inventato da Fillia), una sorta di polpetta di carne ripiena di verdure e disposta in piedi al centro di un piatto, arricchita con miele di acacia e sostenuta da palline di salsicce e di pollo. Una rappresentazione, secondo gli scrittori, della natura.

La cotoletta tennis: cotolette di vitello cotte al burro e tagliate a forma di racchetta da tennis, spalmate al momento di servire, con un sottile strato di pasta fatta di mascarpone impastato con noci tritate sul quale sono tracciate delle linee con salsa di pomodoro mescolata con rhum. A formare il manico della racchetta un’acciuga con sopra una striscia di banana. Poi per completare, pallottole sferiche fatte da ciliegie allo spirito avvolte con pasta di ricotta, uova formaggio e noce moscata. Cottura rapida per mantenere il gusto forte dello spirito.

“Quando un uomo col Carneplastico incontra un uomo col maccherone, l’uomo col maccherone è un uomo morto” F.T. Marinetti

Oltre alla estrema crociata contro la pastasciutta, il Manifesto predica l’abolizione della forchetta e del coltello, dei condimenti tradizionali, e del peso e della consistenza degli alimenti invitando a creare nuovi e originali sapori.

In realtà l’abolizione della pasta dalla dieta italica, secondo Marinetti, doveva liberare gli stomaci e l’Italia intera dal costoso grano straniero e favorire l’industria del riso, glorioso e più salutare prodotto nazionale.

La cucina futurista

Ecco il pranzo perfetto secondo i futuristi concentrato in dieci punti:

  • Un’armonia originale della tavola (cristalleria vasellame addobbo) coi sapori e colori delle vivande;
  • L’originalità assoluta delle vivande;
  • L’abolizione della forchetta e del coltello per i complessi plastici che possono dare un piacere tattile prelabiale;
  • L’uso dell’arte dei profumi per favorire la degustazione. Ogni vivanda deve essere preceduta da un profumo che verrà cancellato dalla tavola mediante ventilatori;
  • L’uso della musica  limitato negli intervalli tra vivanda e vivanda perché non distragga la sensibilità della lingua e del palato e serva ad annientare il sapore goduto ristabilendo una verginità degustativa;
  • L’abolizione dell’eloquenza e della politica a tavola;
  • L’uso dosato della poesia e della musica come ingredienti improvvisi per accendere con la loro intensità sensuale i sapori di una data vivanda;
  • La presentazione rapida tra vivanda e vivanda, sotto le nari e gli occhi dei convitati, di alcune vivande che essi mangeranno e di altre che essi non mangeranno, per favorire la curiosità, la sorpresa e la fantasia;
  • La creazione dei bocconi simultanei e cangianti che contengano dieci, venti sapori da gustare in pochi attimi. Questi bocconi avranno nella cucina futurista la funzione analogica immensificante che le immagini hanno nella letteratura. Un dato boccone potrà riassumere una intera zona di vita, lo svolgersi di una passione amorosa o un intero viaggio nell’Estremo Oriente;
  • Una dotazione di strumenti scientifici in cucina: ozonizzatori che diano il profumo dell’ozono a liquidi e a vivande, lampade per emissione di raggi ultravioletti (poiché molte sostanze alimentari irradiate con raggi ultravioletti acquistano proprietà attive, diventano più assimilabili, impediscono il rachitismo nei bimbi, ecc.) elettrolizzatori per scomporre succhi estratti ecc. in modo da ottenere da un prodotto noto un nuovo prodotto con nuove proprietà, mulini colloidali per rendere possibile la polverizzazione di farine, frutta secca, droghe ecc.; apparecchi di distillazione a pressione ordinaria e nel vuoto, autoclavi centrifughe, dializzatori. L’uso di questi apparecchi dovrà essere scientifico, evitando p.es. l’errore di far cuocere le vivande in pentole a pressione di vapore, il che provoca la distruzione di sostanze attive (vitamine, ecc.) a causa delle alte temperature. Gli indicatori chimici renderanno conto dell’acidità e della basicità degli intingoli e serviranno a correggere eventuali errori: manca di sale, troppo aceto troppo pepe, troppo dolce.

Se passate da Roma fate un salto a visitare questo curioso e divertente Museo imperdibile per chi ama il mondo dell’enogastronomia.

Vi consiglio però di prenotare la visita al n. +39.391.38.46.470 sarete sicuri di trovare aperto.

Buona visita !

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