Intanto è importante capire la differenza tra stoccafisso e baccalà infatti derivano entrambi dal merluzzo (Gadus Morhua) ma il metodo di lavorazione per la sua conservazione è diverso:
lo stoccafisso viene prodotto unicamente in Norvegia, principalmente sulle isole Lofoten, solo nei mesi invernali.
Una volta pescati e puliti, i filetti di merluzzo vengono posti su apposite rastrelliere a essiccare con l’aiuto del sole e del vento, dove rimarranno per circa 3 mesi per raggiungere la corretta essiccazione.
La qualità “Ragno”
Un prodotto unico che ha ottenuto l’Indicazione Geografica Protetta (IGP) dall’Unione Europea a garanzia della sua qualità e origine (unica Igp della Norvegia).
Il baccalà viene invece prodotto tutto l’anno, dato che non richiede condizioni climatiche particolari. Per questo tipo di preparazione si coprono i filetti di merluzzo di sale e si lasciano riposare per 3 settimane
A differenza dello stoccafisso, il baccalà si produce in diverse nazioni del nord Europa come la Norvegia, la Danimarca e l’Islanda.
Dissalare il baccalà è semplice basta metterlo a bagno e cambiare spesso l’acqua per qualche ora.

Questa è una versione un pò più veloce e semplice rispetto al Brandacujon la ricetta tipica ligure abbastanza simile ma con aggiunta di pinoli e olive taggiasche.
Stoccafisso alla marinara
Ingredienti
- 600 g di stoccafisso bagnato
- 400 g di patate quarantine
- 2 spicchi di aglio
- 1 bicchiere di vino bianco secco
- 1 limone biologico
- prezzemolo tritato
- pepe nero – sale
- olio extravergine di oliva
Procedimento
Pulite lo stoccafisso, togliete le lische e tagliatelo a pezzetti. In una padella fate rosolare uno spicchio di aglio con un cucchiaio di olio, mettete le patate tagliate e copritele con lo stoccafisso, mettete sopra l’altra metà delle patate e fate rosolare.
Dopo qualche minuto sfumate con il vino bianco, pepate e aggiungete un pizzico di sale.
Fate cuocere a tegame coperto per il tempo necessario alla cottura delle patate.
Nel frattempo preparate un’emulsione con succo di limone, un pizzico di sale e pepe e in ultimo aggiungete l’olio.
A fine cottura impiattate e versate sopra allo stoccafisso l’emulsione e un trito di prezzemolo.
In una ciotolina a parte, un pò di aglio tritato, per chi lo gradisce – del succo di limone e potete servire il Vostro piatto, tiepido e gustoso.
Abbinamento: ho abbinato il Verdicchio dei Castelli di Jesi Qudì Azienda Vinicola Venturi

Stoccafisso mantecato in aceto balsamico
Ingredienti
- 800 g di stoccafisso bagnato
- 300 g di fave secche
- 200 g di topinambur
- 2 carciofi
- 2 patate
- 2 pomodori
- 1 spicchio di aglio
- un ciuffo di prezzemolo
- aceto balsamico
- sale
- olio
Procedimento
Per prima cosa mettete a bagno le fave e lasciatele in ammollo per almento 8/10 ore.
Passato questo tempo, mettetele in una pentola con dell’acqua e fatele cuocere a fiamma bassa sino a che non saranno cotte scolatele e salatele.
Prendete lo stoccafisso e le patate (sbucciate) e fate cuocere il tutto a vapore.
Affettate le patate e diliscate lo stoccafisso ,mondate i topinambur e tagliateli a pezzettini, pulite i carciofi togliendo le foglie esterne più dure e tagliateli a fettine.
Nel frattempo tritate aglio e prezzemolo quindi fatelo soffriggere con un cucchiaio di olio in un tegame capiente (possibilmente in terracotta), aggiungete le fave e le verdure con i pomodori e fatele cuocere per una decina di minuti.
Unite le patate e lo stoccafisso e irrorate con un filo di aceto balsamico. Fate cuocere ancora qualche minuto amalgamando bene tutti gli ingredienti e servite con una spolverizzata di pepe.
Abbinamento: perfetto anche con i carciofi abbino un vino fresco e fruttato di buona struttura: Vermentino “Prendas” della cantina Dolianova.