Carnevale: tradizioni liguri

Per molti secoli il Carnevale a Genova ha rappresentato il periodo festivo più importante, pensate che i festeggiamenti incominciavano a metà gennaio: la città appariva gioiosa e il carattere “introverso” dei genovesi sembrava scomparire feste ovunque e nei teatrini della città si svolgevano balli e rappresentazioni di ogni tipo.

Nei Palazzi di Genova uno su tutti Palazzo Giustiniani,* venivano organizzate esclusive feste in maschera riservate principalmente all’alta società. Le famiglie nobili in questo periodo allestivano bizzarre “carrozze” che sfilavano nelle vie del centro.

Dalle “carrozze” si passò poi negli anni seguenti al “Carrosezzo” ( più o meno attorno alla metà del Secolo scorso), una sfilata di carri con personaggi chiassosi e originali che arrivavano da tutta Italia.

Maschere classiche quali Arlecchino e Pulcinella, erano affiancate dalle maschere tradizionali genovesi: capitan Spaventa, il “Paisan” e il “Marcheize” i quali, sfilando, raccontavano divertenti aneddoti sulle rispettive classi sociali.

C’erano anche: il “Megu” (il medico) con il grande librone sottobraccio e una lunga veste nera e la Balia la figura più “originale” e divertente in quanto interpretata solitamente da ragazzotti con tanto di cuffietta in testa e grembiule di pizzo.

Barudda e Pipìa erano la coppia più conosciuta: Barudda era descritto come generoso, coraggioso e dotato di buon senso, Pipìa è invece una figura timorosa e chiacchierona, facilmente impressionabile e credulona.

Anche l’aspetto gastronomico ovviamente aveva la sua grande importanza.

Piatti a base di carne di maiale, ravioli col “tuccu” di funghi e le immancabili tradizionali bugie di cui Vi lascio la ricetta della mia mamma :

Le Bugie di Carnevale

Bugie (Böxïe)

Ingredienti:

  • 500 g di farina
  • 100 g di zucchero semolato
  • 50 g di burro
  • 3 uova
  • un bicchiere di vino bianco secco
  • olio Evo
  • zucchero a velo
  • 1 bustina di vanillina

Procedimento

Mettete sul piano di lavoro la farina, formate una fontana e versate nell’interno lo zucchero, le uova e il burro ammorbidito in precedenza con un goccio di vino bianco.

Amalgamate il tutto aggiungendo se necessario, altro vino onde ottenere un impasto bello morbido e omogeneo, quando sarà pronto lasciatelo riposare mezz’ora in frigorifero, trascorso questo tempo stendete con il mattarello una sfoglia alta 1/2 cm circa.

Con la rotella dentata ricavate rombi e strisce allungate (ma sempre romboidali) e annodatele in una specie di treccia.

Friggete con olio ben caldo, sgocciolate, asciugate con carta assorbente e spolverizzate con zucchero a velo al quale avrete unito la vanillina.

Abbinamento: ho scelto il fresco e profumato Moscato Fior d’Arancio dell’azienda Caferro

*Palazzo Giustiniani fa parte dei Palazzi dei Rolli di Genova. Questi eleganti palazzi furono inseriti nei registri cittadini chiamati per l’appunto “rolli” e le famiglie nobili che vi abitavano avevano l’impegno e l’onore di ospitare, per estrazione a sorte, i viaggiatori illustri in transito a Genova come principi, ambasciatori e prelati.

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